Mi piacerebbe tornare a parlare del concorso, ma c’è sempre qualcosa che sopravviene e mi obbliga a rimandare. Isabella Faroppa, amica da tanto e da tanto conterranea (nel senso che condividiamo lunghi soggiorni a Luxor), ha confermato che Zahi Hawass ha dato ufficialmente le sue dimissioni, facendole seguire a quelle del primo ministro egiziano Ahmed Shafiq. Straordinario il potere di Midan El-Tahrir! Com’è che l’Italia, la nazione dalle mille piazze, non riesca a trovarne una dotata della stessa forza?
Sono passati esattamente nove anni (era il marzo 2002) da quando Zahi ha preso il posto di Gaballa Aly Gaballa alla guida del Consiglio Superiore delle Antichità (SCA) egiziano. In questo lasso di tempo molti sono i cambiamenti da lui apportati all’organizzazione preposta alla tutela e valorizzazione dei monumenti egiziani. Zahi ha ripreso il processo di svecchiamento di tutti i quadri dello SCA già iniziato con Abd El-Khalim Nur Ed-Din alla metà degli anni Novanta del secolo scorso. Ha introdotto lo stipendio per gli ispettori, dando un duro colpo alla deprecabile consuetudine di distribuire mance agli stessi. Ha reso lo SCA un’organizzazione più efficiente e al passo con i tempi.
Quello che personalmente rimprovero a Zahi è l’eccessiva esposizione mediatica a cui ha sempre sottoposto i monumenti egiziani, già da quando era direttore generale dell’area archeologica di Giza. Ha mercificato un po’ troppo la nostra professione.
Altro non mi sento di dire. Non mi va proprio di unirmi al coro di coloro che, guarda caso soltanto nelle ultime settimane, lo accusano di corruzione e di altre nefandezze di vario genere. Ho letto sul web che lo si vorrebbe implicato anche nel commercio illegale di antichità. Se quest’ultima accusa risultasse vera ne sarei profondamente stupito oltreché addolorato.
Anche sulle dimissioni di Zahi sono state fatte molte illazioni. E’ invece assai probabile che si sia sentito messo alle corde e le abbia date perché non poteva fare altrimenti. La situazione delle antichità in Egitto è da far accapponare la pelle. Isabella mi diceva che manca davvero la sicurezza. Ho fiducia negli egiziani e so che saranno venire a capo di questo terribile momento. Se però avessero bisogno di qualcuno, io sono qui. Non hanno che da chiedere. Non ho da proporre loro soluzioni. Mi metto soltanto a disposizione. Anche se si trattasse di andare a dormire in qualche casupola di guardiano a vegliare sui monumenti.
Una frase che ha scritto Zahi ieri sul suo sito mi ha fatto riflettere: “… dopo le dimissioni di Mubarak i saccheggi sono aumentati in tutto il paese e le nostre antichità sono in grave pericolo a causa di criminali che tentano di approfittare dell’attuale situazione.” Non so se ne è accorto, ma Zahi ha usato un topos della letteratura egiziana rovesciato. Molti testi, soprattutto quelli di propaganda reale, cominciano descrivendo una situazione caos. Sale al trono il sovrano che ristabilisce l’ordine. Zahi scrive invece proprio l’inverso e postula l’equazione Mubarak = ordine; senza Mubarak = caos.
Detto questo, Zahi se ne va. Quanti uomini politici (perché Zahi lo è) rimarrebbero coerenti con le proprie idee (e Zahi ha sempre dichiarato di essere pro-Mubarak), soprattutto sapendo che queste non hanno futuro?
Troppo facile, con questa osservazione, attraversare il Mediterraneo e fare confronti con quello che succede in Italia. Zahi se ne va perché forse ha paura che gli aprano gli armadi dove ha nascosto gli scheletri. D’accordo, però se ne va. Qui tutti restano al proprio posto sapendo benissimo che quando gli armadi saranno aperti si farà finta di non vedere gli scheletri e i cadaveri in putrefazione che vi sono stipati.
E dopo Zahi? Con Isabella ci siamo trovati d’accordo che Sabri Abd El-Aziz, l’attuale direttore generale delle Antichità faraoniche, potrebbe essere il suo successore. C’è il problema che però a maggio prossimo va in pensione. E questo potrebbe anche essere visto da alcuni come un vantaggio… Se però fosse eletto ministro, potrebbe rimanere al di là del termine impostogli dall’età. Tra pochi giorni avremo la risposta.
